Ergo sum

cascataNon so se succeda ad altri, ma ho notato come l’estate sia volata via perdendosi in un lampo d’autunno. La  nuova stagione è alle porte, tra piogge torrenziali degne sei tropici e cieli grigi, bucati rapidamente da raggi di sole indomito, ma sempre più mite.

 

La temperatura più bassa e l’umidità favoriscono gli starnuti e le piccole fastidiose  influenze, mentre settembre si dilegua.

 

Insomma il tempo è rotolante: non si fa tutto quello che si deve, perché le ore sono piccole e, sebbene si cerchi di privilegiare qualche attività più proficua, la giornata è divorata dalla notte.

 

Che sta succedendo?

 

Semplice.

 

E’ come scivolare, sulle rapide di una cascata sconosciuta, dentro una canoa: non  si sa dove si arriva, né quando, né se ci sarà uno specchio d’acqua tranquillo ad attenderci e poter sostare in un po’di quiete, come l’animo, inconsapevolmente, anela, da sempre.

 

Intanto, la vita scorre velocemente e si pensa, un po’ ingenuamente, ergo sum

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