Il mugugno non basta!

Il mugugno non basta,  anche se è sacrosanto.

Nell’attuale situazione il malcontento popolare dovrebbe trasformarsi in protesta organizzata anche contro gli errori e le ingenuità di Silvio Berlusconi, il quale farebbe bene a puntare molto di più sul referendum e ad allargare i consensi, non soltanto con la raccolta di firme dal significato purtroppo simbolico, ma anche con la mobilitazione sistematica di simpatizzanti ed elettori : perfino con la Brambilla e la Santanché, paradossalmente più affidabili e credibili di Mastella e Dini.

Il fondatore di “Forza Italia” dovrebbe altresì pensare seriamente alla scelta di qualche suo delfino, per non arrischiare la fine di un movimento, che pur identificandosi con la sua persona ha necessità di radicarsi maggiormente nella società civile e di tenere in serbo un vitale ricambio della classe dirigente, nel momento in cui il leader attuale decida di lasciare il suo posto.

Quest’opposizione, è ancora all’acqua di rose, nonostante qualche buona iniziativa.

Ci duole dirlo, ma non si fa sentire a sufficienza nel paese.

Preferisce ancora, tropppo spesso i giochi di corridoio e l’attesa di una miracolosa spallata, tutta da verificare.

Per di più i capi degli altri due partiti nazionali della Cdl hanno cominciato a beccare il candidato premier, non tanto per rafforzare l’intesa correggendo la rotta sbagliata, ma per arrivare ufficialmente ad un accordo sulla riforma dell’elezioni, in realtà per curare i propti interessi bottega.
I topi della maggioranza  non abbandoneranno la nave: “il rospo” ha già pronto un governicchio tecnico gradito alle banche e a Veltroni, per tirare a campare e far approvare una legge elettorale alla tedesca, che salvi capra e cavoli, per lasciare tutto immutato, alla maniera del “Gattopardo”.

A questo punto, per rintuzzare l’antipolitica e non dare l’impressione che si  è tentati da accordi alla vecchia maniera della prima repubblica e, quindi, per rafforzare realmente la propria posizione presso i cittadini, fin troppo gabbati ed arcistufi di una classe politica decotta e traffichina, il Cavaliere non abbia più timori né scrupoli: con i rappresentanti dei partiti di questo parlamento, occorre dare un taglio netto e ricorrere a tutte le risorse disponibili, sacrificando pure qualche vantaggio dell’azienda.

Sulla gestione dei mezzi d’informazione, richieda più accortezza ai suoi collaboratori, evitando di dare anche indirettamente un aiuto agli avversari.
E’ inutile avere tv e case editrici  e giornali se si dà ospitalità a pubblicazioni d’infimo rango, programmi demenziali e spettacoli miserabili con autori e personaggi fasulli, immancabilmente di sinistra, che porteranno, magari, quattrini alle sue società, ma non un elettore in più per la causa della libertà.

Creda nelle sue idee a tutti i livelli e coordini le sue attività in modo da far corrispondere pensiero ed azioni. 
 

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