Tu vuo’ fa l’americano…

E’ noto che gli italiani corrono in aiuto del vincitore ed è altrettanto accertato che il nostro è un popolo di provinciali e di filo-americani, nonostante tutte le critiche, da destra a sinistra passando per il centro.

Si può senz’altro affermare che non abbiamo un carattere ed una identità ben definiti, se siamo in continua assillante ricerca di miti hollywoodiani in tutti i campi.

Ho visto l’effigie di Reagan come copertina di un sito che si qualifica conservatore o conservative nell’area del Tea party Italia (!) e basterebbe solo questo per capire come siamo senza padri né madri né lontani parenti, ma  solo assetati di una famiglia calorosa, che, manco a dirlo, più che oltre mare non possiamo andare a cercare.

Ora che Obama ha vinto, per fortuna di tutti, la nostra esterofilia può sbizzarrirsi quanto vuole, adottando la sua immagine su FB, per significare che c’eravamo anche noi nella campagna elettorale fino alla notte delle elezioni e che adesso che abbiamo vinto vogliamo tutti la pelle nera ed il riconoscimento universale per la conquista rinnovata della Casa Bianca.

Che gusto ci sia a cammuffarsi da Obama non è difficile capirlo: nella stragrande maggioranza di camaleonti disseminati in tutta la penisola, la mutazione della pelle è del tutto naturale ed è quasi un dovere per sentirsi a posto con la propria coscienza.

Noi siamo il paese di Arlecchino e di Pulcinella e del’ Franza o Spagna purché se magna’, del gratta e vinci e del gioco del lotto: non potendo avere più, dopo lo sfacelo della seconda repubblica, proprie figure di riferimento, scimmiottiamo gli americani, come Alberto Sordi nel suo celebre film e come cantava Renato Carosone nella indimenticabile canzone

‘Tu vuo’ fa l’americano’.

In fondo ci vuole così poco per essere felici e corbellati.

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2 commenti su “Tu vuo’ fa l’americano…”

  1. diegod56 Says:

    sicuramente c’è un forte «mito americano» nell’immaginario popolare

    però verrebbe da domandarsi, se siamo succubi di questo modello «altro», secondo lei, Ornano, quale è il «nostro» modello?

    la cultura di chi ha fatto il classico nella scuola della riforma Gentile?

    siamo davvero un’identità, oppure in fondo anche questa «americofilia» è parte del guazzabuglio che siamo?

    nel suo interessante e bel post, mi lascia però questo dubbio

    • ussaro Says:

      La ringrazio del commento.

      In effetti il guazzabuglio in cui citroviamo, e ‘l’americofilia’, sono un portato della crisi d’identità che attanaglia l’Italia da decenni ed una conseguenza della confusione che regna in campo didattico e nella società civile.L’unico modello a cui fare riferimento mi pare quello europeo, anch’esso purtroppo soggetto a forti oscillazioni, per mancanza di un’unità politica e culturale, in cui le voci dei singoli paesi (che dovrebbero comporla) trovino armonia nella diversità, non recidendo le radici più profonde che ci legano al mondo classico greco-romano, alla civiltà cristiana, all’ emancipazione della persona umana, dalle varie forme di schiavitù ideologica, punto d’arrivo di un’evoluzione storica millenaria.

      Mi rendo conto quanto le prospettive di unificazione e di rinascita del vecchio continente, ormai allargato ai paesi dell’est, siano difficili e problematiche, ma la la via percorribile è principalmente quella di una federazione europea, che conquisti il suo ruolo internazionale di soggetto attivo e autonomo nel teatro mondiale.


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