Caffè dell’Ussaro

Lo storico locale – fondato verso la fine del 1775 – si trova sull’elegante Lungarno Pacinotti, al pianterreno del quattrocentesco Palazzo Agostini, ed è considerato un vero e proprio monumento della cultura italiana. Nel 1839, fu sede di riunioni del primo Congresso Italiano degli Scienziati. Ha le pareti coperte di ricordi dei suoi illustri frequentatori. Fra i tanti: Filippo Mazzei, l’italiano che suggerì uno dei tre diritti fondamentali della costituzione americana (la ricerca della felicità), Domenico Guerrazzi, Giuseppe Giusti, che lo rese famoso nelle sue “Memorie di Pisa“, Renato Fucini, Giosuè Carducci, primo italiano a ricevere il premio Nobel per la letteratura, Cesare Abba, Giuseppe Montanelli, Alessandro D’Ancona, primo direttore del quotidiano “La Nazione”.

Varie sono le ipotesi sull’origine dello strano nome del locale. Alcuni lo collegano genericamente all’epopea napoleonica, altri lo riconducono all’antica insegna di un’adiacente Locanda dell’Ussero in cui soggiornarono illustri ospiti come Carlo Goldoni, Giacomo Casanova, Vittorio Alfieri ed altri. Un’ipotesi romantica, fa invece derivare il nome del Caffè dal corpo degli Ussari o Usseri, corpo militare dell’Ungheria. Infine, una leggenda tramandata oralmente vedrebbe l’origine del nome nel fatto che, nei locali del Palazzo Agostini, sarebbe stato imprigionato e murato vivo un Ussero francese, il cui fantasma, aggirandosi nell’antico edificio, farebbe risuonare lugubremente le catene con le quali era stato legato.

Certo è che da oltre due secoli questo Caffè dei lungarni è la meta preferita degli studenti e dei professori d’idee più avanzate dell’Ateneo pisano Nell’Ottocento, essi solevano riunirsi in queste salette non solo per giocare al biliardo, ma anche per discutere di politica e commentare le gazzette che riferivano dei moti carbonari che infiammavano altre regioni italiane. Ma ogni occasione, dal superamento di un esame al conferimento della laurea, costituiva un buon motivo per correre all’Ussero a festeggiare, o ad improvvisare allegre Feriae Matricularum, anche fuori stagione.
L’attività culturale del Caffè è ripresa dopo il restauro del 1999, curato dall’architetto Claudio Gioia, che ha restituito al locale l’antico splendore.

Fonte: TravelItalia

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