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A che vale…

dicembre 26, 2015

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A che vale vivere se non posso amare?

Se una volta incontrata,
lei è
penetrata dentro di me
con l’impeto di un lampo
in una notte di tempesta,
ed ha subito
rischiarato la mia lunga notte, rendendo più
luminosi tutti i miei giorni,
ci sarà pure una ragione o Signore?

Violando, con prepotenza
appassionata e desiderosa,
le più segrete intimità del mio essere,
ha fatto scaturire
una nuova completa indomabile speranza.

A che vale guardarla da lontano,
discutere a distanza
e perfino litigare per i nostri sentimenti,
lungamente accesi
da un vicendevole interesse
sempre più vasto e dominante…

A che vale questo fuoco
se non posso stringerla con forza,
averla per sempre
come
parte integrante e non più separabile di me?

Jing – Jang

Aberu è in arrivo

dicembre 15, 2011

 

Una telefonata inaspettata m’informa che una piccola etiope nata il 2 ottobre 2011, in un piccolo villaggio vicino ad Addis Abeba, è adottabile. La procedura per i genitori adottivi non è semplice e comporta alcuni mesi di attesa, però quello che sembrava un miraggio lontano si sta avverando.

Conosco bene gli affidatari, sono entusiasti e pieni di buona volontà e la scelta che hanno fatto è consapevole e responsabile, avendo gli stessi un figlio naturale di circa tre anni, ricoperto di affetto e mille attenzioni, un pargolo biondo che assomiglia ad un angelo.

Riusciranno i nostri (quasi) tre protagonisti a curare, allevare, educare e rendere felice una piccola di pelle nera, appena venuta al mondo ed ignara di tutti i segreti dell’esistenza. Mi auguro di sì. La vita, piena d’insidie per tutti, lo è ancora di più per chi si accinge ad un’impresa coraggiosa e generosa: forse la provvidenza non ha bisogno d’altro per proteggere questa bella famiglia italiana.

Complimenti ad Albertazzi

dicembre 13, 2007
Ad ottantaquattro anni, pimpante come un giovanotto, il grande Giorgio è convolato a giuste nozze dopo un’assortita convivenza con l’affascinante, quarantottenne e nobildonna, maremmana Pia de’ Tolomei.Matrimonio civile, come si conviene ad un rigoroso pagano, innamorato dell’imperatore  Adriano e della paganità.Rammento che disse, a proposito della libertà pura ed assoluta, che questa si realizzò per un brevissimo tempo, nel momento del passaggio dall’antica religione politeista a quella cristiana.Periodo limitato in cui l’uomo dell’età classica rimase senza divinità, pur essendo parte integrante del mondo e della natura.  Un personaggio unico ed inimitabile con un patrimonio culturale notevole, come ben pochi attori possono vantare.Testi ed autori non solo interpretati, ma interiormente conquistati con l’intelletto e la capacità critica.

Un uomo controverso che ha saputo crescere, nonostante il successo.

Lo ricordo un po’ manierato all’epoca della Proclemer e, pian piano librarsi, da solo, con una sempre maggiore distacco dalle figure stereotipate del palcoscenico, fino a giungere ad un teatro che è vita, vera e vissuta.

Della moglie si sa poco, ma a vederla raggiante e devota, scendere da un cavallo bianco, mentre si reca al Campidoglio, e manifestare tenerezza ed amore al suo uomo un po’ bambino, pare proprio la persona giusta per accompagnarlo ancora nella gioia e nella curiosità dell’esistenza.

Assolutamente non conformista, ci pare questa donna avvolgente e dolce. Proprio come l’Albertazzi che privilegia i sentimenti puri ed eterni alle piccole banalità delle ideologie.

E’ questo un altro suo merito, cui dobbiamo render grazie, nel paese delle rivalità e delle contese per i motivi più insulsi e miserabili.Complimenti a lui ed alla sua donna. Una coppia splendida.

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Povero SarKozy

ottobre 18, 2007

A leggere sui giornali le vicende private di un uomo pubblico c’è da sorprendersi.

Ci viene il dubbio che il matrimonio sia ormai un’istituzione inutile o d maneggiare con estrema cura, almeno in Europa, per ministri e capi di Stato.

Una volta si diceva che la moglie di Cesare dev’essere al di sopra di ogni sospetto!

Ora la regola non vale più.

Le mogli importanti, per una sorta di sadica forse inconsapevole vendetta nei confronti del potere esercitato dai mariti, non solo non nascondono le loro simpatie per altri uomini, altrettanto celebri come il coniuge od anche sconosciuti più o meno affascinanti, ma non nascondono neppure le proprie storie sentimentali, come nel caso di Cecilia, la moglie del Presidente francese, tanto da finire sulle prime pagine dei giornali per i tradimenti inflitti al legittimo consorte.

Non esitiamo a dire  che  si tratta di un peccato grave contro la morale pubblica, l’estetica, il buon gusto, il rispetto reciproco e contro  l’amore per la patria così connaturata al popolo francese.

Scusate la retorica, ma noi solidarizziamo con Nicholas, che avrebbe meritato maggior scrupolo e maggiore attenzione da parte della sua first lady, dando la precedenza assoluta al divorzio sulle avventure sentimentali.

Sarebbe stato tutto più semplice se lo scioglimento del matrimonio, infatti, fosse avvenuto in sordina e prima degl’incarichi di prestigio conferiti al marito, tenuto conto che le debolezze delle femme in questione risultano commesse da un bel po’ di tempo. 

Ora, il personaggio dell’uomo politico più noto ed ammirato d’Europa,  un uomo destinato a rinnovare le imprese di Charles De Gaulle ci sembra più fragile ed indifeso di fronte agli avversari e la sua immagine un po’ appannata, per non aver saputo governare, da innamorato, le tresche della moglie financo a causa di un misero, insulso pubblicitario, benché charmant.

In altri tempi non sarebbe accaduto. La fedifraga sarebbe stata almeno ripudiata e mandata in esilio dorato all’estero per farsi dimenticare al più presto.