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Una corazza per l’autunno

settembre 10, 2007

Prepariamoci all’autunno. Sarà dura.

 

La corazza da indossare ci consentirà di affrontare le difficoltà che l’instabilità del governo e dell’economia ed i fermenti sociali, sempre più in ebollizione per il disagio in aumento nelle classi medio-piccole? Difficile dirlo.

 

 Come si fa ad affrontare il deficit della spesa pubblica, senz’aumentare le tasse?

 

E perché il contribuente si deve convincere che ciò sia un bene per tutti, quando manca la trasparenza a tutti i livelli ed, in primo luogo, sull’uso del denaro pubblico?

 

L’idea che i governanti non siano all’altezza della loro funzione e che i governati costituiscano, ogni giorno di più, una moltitudine di pecore da tosare o di polli da spennare si fa sempre più certezza.

 

La sociologia classica, quella di pensatori come Pareto, Mosca, Michaels, è un libro aperto per spiegare che in Italia non c’è selezione democratica, per l’elezione dei rappresentanti del popolo, i quali costituiscono sempre più una nomenklatura, preoccupata più della propria sopravvivenza, piuttosto che del benessere della società.

 

Se così non fosse, non ci sarebbe l’affannosa rincorsa alla cosiddetta collegialità, che vuol dire semplicemente ricerca di un compromesso tra varie componenti della maggioranza (?) in perenne conflitto tra loro.

 

Che senso ha?

 

Un leader si elegge perchè nell’arco della legislatura decida per attuare il programma votato dagli elettori, i quali, al termine della stessa, dovranno poi approvare o no ciò che è stato realizzato.

 

La stabilità è la premessa indispensabile per un’azione costruttiva di governo; ma se all’interno di questa compagine non c’è coesione ed unità d’intenti, che ci stanno a fare onorevoli e senatori, se non per conservare il cadreghino alla faccia della sovranità popolare?

 

L’8 settembre è appena passato, ma nessuno pensa che sia meglio che tutti vadano a casa per nuove elezioni: sarebbe un atto di dignità andare al referendum elettorale o approvare una nuova ed efficace legge in materia ; si tratterebbe di un gesto di rispetto per la volontà dei cittadini, i quali, siano di destra o di sinistra, non hanno più alcuna voglia di essere presi per i fondelli.

 

Qualsiasi corazza servirebbe a ben poco in una situazione degradata come la nostra e non è più di tempo di turarsi il naso come ai tempi della cosiddetta prima Repubblica.