Archive for the ‘partitocrazia’ category

Partitocrazia e Referendum

novembre 23, 2016

Partitocrazia

Mi chiedo se le cose siano cambiate in Italia dall’uscita del libro di Mario Guarino e mi pare di poter rispondere negativamente e pessimisticamente.

Con ogni probabilità, la situazione è andata precipitando sempre di più.

Ora, in uno stato moderno. dovrebbe essere prima preoccupazione di chi governa, limitare, almeno, ruberie ed intrallazzi, ma il busillis sta proprio in questo: la partitocrazia, e il regime che ne deriva, vanno in una direzione opposta al risanamento morale, in quanto è proprio dalla finta democrazia dei partiti che nasce la corruzione e  dagli esempi della casta si trae l’idea del predominio, a tutti i livelli,  dell’intrallazzo, mentre ed è imbecille chi lo contrasta.

Ormai si tratta di una malattia endemica, che nessuna riforma scritta dai partiti  potrà mai attuare, sia nel nome della Costituzione o dello Stato di diritto.

E allora,  cosa c’è da aspettarsi dalla prossima consultazione eletterale?

Se vince il sì, si sarà data una riverniciatura di facciata, non migliorativa né l’aspetto né della sostanza delle nostre istituzioni le quali, fra l’altro, grazie al senato modificato nella composizione e nella nomina dei suoi membri, sarà sempre più preda delle camarille locali e degli impulsi particolaristici, con veti e ricatti incrociati per la difesa di clientele e voti di scanbio. (altro…)

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Chiacchiere da salotto

aprile 3, 2013

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I partiti contro il Presidente della Repubblica.

Le prese di posizione contro la decisione d’interpellare i facilitatori per risolvere la crisi di govermo la dicono lunga sulla responsabilità della partitocrazia nel voler effettivamente far uscire dalla palude questo paese.

I leader hanno fretta di trovare un accordo per spartirsi qualche nuova fetta di potere con l’elezione del nuovo capo di stato.

Il resto è noia. Uno spettacolo deprimente pe i poveri cittadini costretti a sorbirsi le chiacchiere da salotto di Porta a Porta o Ballarò.

 

Grillo? Perché no?

settembre 17, 2007

Confesso di aver ammirato Grillo come attor comico e di averlo detestato quando cominciò ad occuparsi di politica.

Il suo blog l’ho letto e contestato e non mi sarei aspettato alcuna evoluzione nel suo atteggiamento mentale.

Dopo l’ 8 settembre le cose sembrano cambiare nel suo modo di vedere la politica e mi pare un passaggio positivo.

La partitocrazia ormai nessuno la criticava più e nessuno metteva nei propri programmi il suo abbattimento, quanto mai necessario per un effettivo rinnovamento sociale.

Non dico che passerei armi e bagagli con lui senz’aver verificato i punti qualificanti del suo programma che apparirà sul suo blog tra qualche giorno, ma ci sto facendo un pensierino sopra.

Si vedrà.

Se – oltre alle flebili voci di autentici contestatori del malaffare dei partiti come Massimo Fini – ci sarà un movimento che affronta seriamente il problema dei problemi del nostro paese -costituito dalla nomenklatura che ci governa come un’oligarchia e che ci riduce in schiavitù ogni giorno che passa  utilizzando, con intenti onesti, persone competenti e libere ( a cominciare dalle liste civiche),   ritengo sia compito di ogni cittadino dabbene  prestare la dovuta attenzione e  dare il proprio, piccolo o grande, contributo, per la demolizione sistematica dei privilegi della classe  cosiddetta dirigente, arrogante e delegittimata -la quale ha finora badato ai propri comodi, piuttosto che all’interesse del cittadino, burocratizzando sempre di più i rapporti tra potere e sudditi, e sperperando il denaro pubblico.

E allora dico: Grillo? Perché no? 

Al di fuori dei vieti schemi della destra e della sinistra, ben venga una rivoluzione culturale, autentica e libertaria, che spazzi via i cialtroni che non ci rappresentano e che ci opprimono.

Attendiamo  il nuovo progetto e poi valutiamo  e decidiamo di conseguenza.

Intanto, evviva il vaffanculo day!