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Partitocrazia e Referendum

novembre 23, 2016

Partitocrazia

Mi chiedo se le cose siano cambiate in Italia dall’uscita del libro di Mario Guarino e mi pare di poter rispondere negativamente e pessimisticamente.

Con ogni probabilità, la situazione è andata precipitando sempre di più.

Ora, in uno stato moderno. dovrebbe essere prima preoccupazione di chi governa, limitare, almeno, ruberie ed intrallazzi, ma il busillis sta proprio in questo: la partitocrazia, e il regime che ne deriva, vanno in una direzione opposta al risanamento morale, in quanto è proprio dalla finta democrazia dei partiti che nasce la corruzione e  dagli esempi della casta si trae l’idea del predominio, a tutti i livelli,  dell’intrallazzo, mentre ed è imbecille chi lo contrasta.

Ormai si tratta di una malattia endemica, che nessuna riforma scritta dai partiti  potrà mai attuare, sia nel nome della Costituzione o dello Stato di diritto.

E allora,  cosa c’è da aspettarsi dalla prossima consultazione eletterale?

Se vince il sì, si sarà data una riverniciatura di facciata, non migliorativa né l’aspetto né della sostanza delle nostre istituzioni le quali, fra l’altro, grazie al senato modificato nella composizione e nella nomina dei suoi membri, sarà sempre più preda delle camarille locali e degli impulsi particolaristici, con veti e ricatti incrociati per la difesa di clientele e voti di scanbio. (altro…)

Evasori e popolo

agosto 26, 2007

I casi d’illustri evasori da Rossi e Casirossi, inseguiti dal Fisco con zelo encomiabile, è esemplare nell’ intuire i rapporti intercorrenti tra i divi ed il popolo.

Si ha l’impressione che, nonostante la pioggia di miliardi intascati, non tenendo conto delle tasse italiche, il pubblico non si adonti minimamente nei loro confronti.

Anzi.

Non li mettono alla gogna, né li condannano per gli stratagemmi messi in atto per non pagare, né l’invidiano per la loro presunta furbizia, suggerita da consulenti piuttosto sprovveduti od ingenui, ma li circondi di simpatia e benevolenza.

Il popolo quasi quasi li assolve dall’obbligo di essere buoni e scrupolosi contribuenti di uno Stato dilapidatore.

Il fatto stesso di essere degl’idoli, dà loro il diritto di essere esentasse.