L’uomo che piantava gli alberi

Jean Giono

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Jean Giono (Manosque30 marzo 1895 – Manosque9 ottobre 1970) è stato uno scrittore francese.

Nato a Manosque, in Provenza nel 1895 da una famiglia di origine piemontese, il padre era calzolaio e la madre stiratrice. La sua opera, che comprende una trentina di romanzi, trae ispirazione dalla Greciaantica e dipinge le condizioni dell’uomo nel mondo, tratta le questioni morali e metafisiche e ha una portata universale. Jean Giono è lontano dall’essere l’autore regionalista che si potrebbe credere. Autodidatta, diventa amico di Lucien Jacques, di André Gide e di Jean Guéhenno.

Indice

Opere

Narrativa

  • Collina (Colline) (1929)
  • Uno di Baumugnes (Un de Baumugnes) (1929)
  • Risveglio (Regain) (1930)
  • La menzogna di Ulisse o Nascita dell’Odissea (Naissance de l’Odyssée) (1930)
  • Le Grand Troupeau (1931)
  • Il ragazzo celeste (Jean le Bleu) (1932)
  • Solitude de la pitié (1932)
  • Il canto del mondo (Le Chant du monde) (1934)
  • Que ma joie demeure (1936)
  • Batailles dans la montagne (1937)
  • Pour saluer Melville (1941)
  • L’eau vive (1943)
  • Un re senza distrazioni (Un roi sans divertissement) (1947)
  • Noé (1947)
  • Fragments d’un paradis (1948)
  • Morte d’un personaggio (Mort d’un personnage) (1949)
  • Les Âmes fortes (1949)
  • Les Grands Chemins (1951)
  • L’ussaro sul tetto (Le Hussard sur le toit) (1951)
  • Il mulino di Polonia (Le Moulin de Pologne) (1952)
  • L’uomo che piantava gli alberi (L’homme qui plantait des arbres) (1953)
  • Una pazza felicità (Le Bonheur fou) (1957)
  • Angelo (1958)
  • Hortense ou l’Eau vive (1958)
  • Due cavalieri nella tempesta (Deux cavaliers de l’orage) (1965)
  • Il disertore (Le Déserteur) (1966)
  • Ennemonde et Autres Caractères (1968)
  • L’Iris de Suse (1970)
  • La fine degli eroi (Les Récits de la demi-brigade) (1972)
  • Faust au village (1977)
  • Le Bestiaire (1991)

Saggistica

  • Présentation de Pan (1930)
  • Manosque-des-plateaux (1931)
  • Il serpente di stelle (Le Serpent d’etoiles) (1933)
  • Les Vraies Richesses (1936)
  • Refus d’obéissance (1937)
  • Le Poids du ciel (1938)
  • Lettera ai contadini sulla poverta e la pace (Lettre aux paysans sur la pauvreté et la paix) – Grasset – 1938
  • Précisions (1939)
  • Recherche de la pureté (1939)
  • Triomphe de la vie (1941)
  • Viaggio in Italia (Voyage en Italie) (1953)
  • L’affare Dominici (Notes sur l’affaire Dominici) (1955)
  • Il disastro di Pavia (Le Désastre de Pavie) (1963)
  • Les Terrasses de l’Ile d’Elbe (1976)
  • Les Trois Arbres de Palzem (1984)
  • De Homère à Machiavel (1986)
  • Images d’un jour de pluie et autres récits de jeunesse (1987)
  • La Chasse au Bonheur (1988)
  • Provence (1993)
  • Les Héraclides (1995)
  • De Montluc à la “Série Noire” (1998)

Collegamenti esterni


« Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a far uscire dal deserto quel paese di Canaan, trovo che, malgrado tutto, la condizione umana sia ammirevole. »

(Jean Giono, da L’ uomo che piantava gli alberi)

« Chi diviene potente non può più amare »

Jean Giono

Disincantate meditazioni

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Jean Giono

Jean Giono nasce il giorno 30 marzo 1895 a Monosque, nella Provenza francese. Il padre è di origini piemontesi, di professione calzolaio, mentre la madre lavora come stiratrice: tra l’officina del padre e l’atellier della madre, il piccolo Jean legge da autodidatta Omero e la Bibbia. Le difficoltà finanziarie dei genitori non gli permettono di terminare gli studi in collegio, così proprio mentre sta per scoppiare la Prima Guerra Mondiale, nel 1914 abbandona il proprio percorso scolastico per diventare impiegato di banca. Terminato il conflitto nel 1919 riprende a lavorare. L’anno seguente Jean Giono si unisce in matrimonio con Elise, un’amica d’infanzia: dalla coppia nascono due figle, Aline (1926) e Sylvie (1934). 

Il background culturale di Giono è caratterizzato dalla sua condizione di autodidatta ma anche dal grande e vasto sapere, frutto della sua curiosità universale. Nel 1930 pubblica “Collines” e “Un de Baumugnes”, opere che ottengono un buon successo editoriale, tanto che Giono decide di abbandonare il suo impiego in la banca per dedicarsi completamente alla letteratura. 
In campo letterario conosce e instaura amicizie con Lucien Jacques,André Gide e Jean Guéhenno. 

Il suo romanzo “Le grand troupeau”, del 1931, è un’opera che racconta quanto l’autore sia stato segnato dalla guerra. All’età di vent’anni e durante quattro interminabili anni, Giono aveva conosciuto l’inferno dei campi di battaglia, da Eparges a Verdun, tanto che conterà solo undici superstiti nella sua compagnia. 

Giono rimarrà sempre legato alla sua città natale, Monosque, lasciandola solamente per alcuni brevi soggiorni a Parigi e per brevi viaggi all’estero: tra i più importanti c’è quello che gli permette di scrivere “Viaggio in Italia”, pubblicato nel 1953. 

Sempre nel 1953 ottiene il “Premio Ranieri di Monaco“, per l’insieme della sua opera. Nel 1954 entra a far parte dell’Accademia Goncourt e nel 1963 del Consiglio Letterario di Monaco. 

Autore inesauribile, l’opera omnia di Giono comprende saggi, dialoghi, poesie, commedie teatrali e circa trenta romanzi, tra i quali ricordiamo “Le chant du monde”, “Que ma joie demeure”, “Un roi sans divertissement”, “Hussard sur le toit” (L’ussaro sul tetto), “Le moulin de Pologne”. Ha firmato inoltre il soggetto di numerosi film, tra i lavori il più noto è “L’Ussaro sul tetto”. 

Jean Giono muore a Monosque il 9 ottobre 1970. 

Di lui Henry Miller ha scritto: “Nell’opera di Giono chiunque possiede una dose sufficiente di vitalità e di sensibilità, riconosce subito ‘le chant du monde’. Secondo me questo canto, di cui egli ci dà con ogni nuovo libro delle variazioni senza fine, è molto più prezioso, più commovente, più poetico del Cantico delle creature“.

BIOGRAFIE ON LINE

 

One Comment su “L’uomo che piantava gli alberi”

  1. ussaro Says:

    IL MIO UNICO DESIDERIO: ESSERE LIBERO.

    (CH. DICKENS)


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